IN CASO DI PIOGGIA… OK FEST!
Salve a tutti, amici dell’Omino OK!
vi ricordiamo che anche in caso di pioggia (ma speriamo che non ce ne sia bisogno) il festival si svolgerà regolarmente!
Gli impianti sportivi di Caramagna Piemonte includono un ampio e confortevole Palazzetto dello Sport che ospiterà l’OK Fest anche in caso di pioggia, neve, uragani, 2012, invasioni aliene e roba simile…
Quindi…
NON FATEVI SPAVENTARE DA DUE GOCCE DI PIOGGIA, PLEASE!
EZRA: un No.Mad(e) all’OK Fest!
Dj, produttore e musicista dal 2001 al 2007 collabora con i Casino Royale in varie vesti. La collaborazione passa attraverso la produzione di alcuni remix, all’ uscita nel 2005 del suo primo disco, “Ingrembo”, prodotto proprio dalla Royality Records, fino alla partecipazione all’ ultima fatica della band milanese, Reale (prodotto da Howie B), e alla partecipazione al tour in veste di Dj e Dub Master. Nel mentre collabora con Alessio Manna e altri musicisti alla formazione della band Gruffetti and the Sinfonaito.
Il 2008 è l’anno della fondazione dello Studio No.Mad insieme a Marco Alonzo e Andrea Bo. Qui vengono prodotti da Ezra dischi tra cui: “Shape of fear and bravery” di Suz, “Undici pezzi facili” di Paolo Spaccamonti e il nuovo lavoro di Dj Pandaj (Dj e produttore spesso al fianco di Franky Hi NRG).
Nell’ultimo anno è anche impegnato con alcuni musicisti di spicco della scena torinese (Paolo Spaccamonti, Davide Compagnoni e Deian Martinelli) nel progetto rigorosamente live e improvvisato Dub Pigeon che mischia drum’n bass, dub e psichedelia.
Ezra sta preparando l’uscita del suo nuovo disco, caratterizzato da innumerevoli influenze, dal blues al dub passando per la new wave e l’elettronica che lo vede nella inedita veste di cantante.
Metterà dischi per voi, voi ci sarete per ascoltare lui?
Porco JUDA!
Juda è un trio formatosi nel 2004 e che pone le proprie basi su un power-rock con chiare influenze psichedeliche, post-rock e grunge. Nel 2006 inizia a proporsi con diversi live e nel 2007 auto-produce il primo album “Respiri e sospiri”. Il lavoro viene accolto molto bene dalla critica e ciò permette alla band di organizzare 2 tour attraverso l’Italia (da Brunico a Catania) in 64 date. Proprio durante il secondo tour, a Marco Antoci D’Agostino (voce e basso) e Sergio Fossati (chitarra), si aggiunge Alberto Mangili (ex-Lana) alla batteria.
Al termine i tre si chiudono in studio e tra la fine del 2008 e l’estate del 2009 danno vita a “Malelieve”, secondo lavoro che esce a Febbraio 2010, con la collaborazione della label nascente Il Verso Del Cinghiale Records, e che da subito suscita grande riscontro tra pubblico e critica lanciando Juda come una delle realtà migliori del panorama rock indipendente italiano.
Insomma, perché non ascoltarli quando è possibile farlo?
CAMPEGGIO GRATUITO ALL’OK FEST!
Così, giusto per ricordarvelo:
CAMPEGGIO GRATUITO CON AREA WC
POSSIBILITA’ DI MANGIARE E BERE A QUALSIASI ORA SI VOGLIA
TUTTO QUESTO, A SOLI 10 EURO (FACCIAMO DUE CONTI: 48 ORE, 10 EURO… UN’ORA DI OK FEST COSTA ALL’INCIRCA 20 cent…)
LA MONCADA: pensieri ed emozioni
La Moncada è il nuovo progetto di 5 musicisti cuneesi in cui Mattia Calvo, cantautore fossanese, presenta i suoi pezzi contaminati da nuove influenze musicali portate dai musicisti che lo accompagnano, tutti provenienti da differenti esperienze (Mr. Steady Dudes, Treehorn e Fuh). Realtà contrapposte che si miscelano in un percorso di ricerca musicale che va a scavare negli ambienti folk-rock di Chicago, nell’indie di Boston e nel post-rock di Louisville, passando da Wilco a Califone, da Karate a Slint.
Freddi venti d’oltreoceano che vengono a condensarsi con l’aria calda e tradizionale del cantautorato italiano, dal sapore dei campi di grano secchi sotto il sole li brucia, del bar di provincia dove regnano vecchi e ubriaconi, delle otto ore di fabbrica e domenica al mare. Il risultato è un temporale di atmosfere instabili e avvolgenti, correnti ascensionali inarrestabili e turbolenze d’umore, città sommerse.
Dal vivo sanno emozionare e, grazie alla profondità dei testi di Mattia, far pensare. Cosa non da tutti nella mondo della musica (ma non solo) d’oggi. Vi sorprenderanno.
BOB CORN: l’uomo con la chitarra
Un sound suggestivo e parole che arrivano al cuore. Questi è Bob Corn, l’uomo con la chitarra. S. Martino Spino è una frazione di Mirandola, comune del modenese immerso nel verde e luogo di nascita (nel 1968) di Tiziano ‘Tizio’ Sgarbi in arte Bob Corn. Nonostante la dimensione rurale in cui cresce, il ragazzo individua subito nel mondo della musica la strada da intraprendere, inizialmente dietro le quinte come organizzatore di show, festival e tour per band emergenti, e poi come discografico indipendente con l’etichetta Fooltribe, che negli anni successivi scopre e lancia diversi artisti.
Ma il ruolo di addetto ai lavori apprezzato e rispettato non basta a Sgarbi, che presto sente l’esigenza di comporre personalmente la propria musica. I suoi primi scritti e componimenti risalgono al 2001 ed è proprio in quel periodo che nasce Bob Corn, l’alter ego che soddisfa le sue urgenze creative, mentre il più regolare Tiziano continua a rivestire le funzioni di sempre.
Con la sua inseparabile chitarra acustica e i suoi testi sull’amore e sulle persone, Bob inizia ad esibirsi in giro per l’Italia e tutta l’Europa dividendo il palco con gruppi quotati come Mike Watt, Xiu Xiu, Giardini di Mirò, S J Esau, Karate, Will Oldham, Comaneci, One Dimensional Man e tantissimi altri. Nel 2003 l’artista incide su disco quello che lui stesso definisce ’sad punk’ anche se di punk ha davvero poco. Nasce così “Sad Punk And Pasta For Breakfast”, un album genuino e puro in cui voce e chitarra emozionano in modo spontaneo e diretto, con echi non troppo lontani di Will Oldham ma anche di Damien Jurado, Devendra Banhart e Bonnie Prince Billy.
Dopo molti concerti, anche negli U.S.A., Bob Corn torna in studio di registrazione per “Songs From The Spiders House” (2006), che riprende il discorso introdotto dal primo disco e lo sviluppa con pezzi folk bucolici e brani country, parole semplici che si muovono su una chitarra pizzicata con maestria.
Con l’album “We Don’t Need The Outside”, uscito nel 2007, Bob Corn raggiunge un significativo successo grazie a 10 tracce folk, originali e personali, che scaldano il cuore.
Qui potete ascoltare il suo disco:
GANDHI’S GUNN: belìn che cartella!
Come ogni anno, non poteva mancare all’OK FEST del sano, ottimo, cazzutissimo stoneraggio made in Italy, più precisamente in Genova. I Gandhi’s Gunn trovano la loro l’ispirazione di fondo nella prima corrente Stoner, con l’idea di recuperare sonorità tipiche degli anni ‘70 rivisitandole e rendendole attuali. Il loro sound vuole essere un mix tra la ruvidezza dello stoner primigenio e influenze più psichedeliche, nel solco tracciato da grandi bands quali Clutch, Monster Magnet, Fu Manchu, Corrosion of Conformity, in un’insieme di energia e ricerca musicale. Toni rocciosi ed energici legati alla sperimentazione, con incursioni in altri generi -ora più pesanti, ora più visionari – si intessono a formare singoli affreschi, nei quali liriche ispirate a stati mentali profondamente connessi con la fisicità contribuiscono a suscitare nuove emozioni e sensazioni ad ogni singolo pezzo.
I live profondamente vissuti, gli aspetti grafici estremamente curati e i contatti cercati e mantenuti con determinazione, nella convinzione che una scena vada costruita e supportata, sono aspetti che non sono ritenuti di minore importanza dalla band, nell’ottica che il fare musica richieda una visione a 360 gradi.
UZEDA: La storia del Noise arriva all’OK Fest!
Signore e signori, giù il cappello per un gruppo che ha fatto la storia mondiale del noise-rock. No, non stiamo esagerando: gli Uzeda sono stati, sono e resteranno uno dei principali gruppi di riferimento per tutti gli amanti della musica rumorosa ed averli sul palco dell’OK FEST ci rende pieni di orgoglio.
Il gruppo nasce nel 1987, e dopo vari concerti in tutta Italia, firma il primo contratto discografico con l’etichetta romana A.V. arts: con questa registrerà due album: “Out of Colours” del 1989 e “Waters” del 1993. Proprio in questo ultimo lavoro, e specialmente nell’ultimo brano “Big shades and tides”, si nota un mutamento del sound, adesso indirizzato verso il noise rock.
In questi anni, gli Uzeda incontrano il chitarrista degli Shellac, Steve Albini (produttore di Nirvana e Pixies), che produrrà il secondo album della band.
Nell’autunno del 1994, la band firma un nuovo contratto discografico per la casa discografica Strange Fruit. In quello stesso anno, gli Uzeda registrano le “Peel sessions” negli studi di Londra della BBC, nella trasmissione di John Peel; il gruppo è l’unica band italiana, insieme alla Premiata Forneria Marconi, ad aver mai preso parte allo storico programma televisivo.
Nel 1995, Giovanni Nicosia lascia il gruppo e gli Uzeda firmano un nuovo contratto discografico per la mitica e storica Touch and Go Records. Viene pubblicato nello stesso anno “4″, il cui titolo è alquanto emblematico; il gruppo è formato adesso da quattro componenti, l’album è il quarto lavoro ed è formato da quattro tracce. Tre anni dopo, nel 1998, esce un nuovo lavoro intitolato “Different Section Wires”, dalle sonorità più decise e scarne.
Dopo il tour di Different Section Wires, il gruppo prenderà una pausa di otto anni.
Agostino Tilotta, insieme a Damon Che, batterista dei Don Caballero, e a Giovanna Cacciola, continua la sua attività musicale, formando i Bellini, pubblicando due album, intitolati “Snowing Sun” del 2002 e “Small Stones”, del 2005.
Dopo la lunga pausa, gli Uzeda tornano sulle scene pubblicando il 12 settembre 2006 il loro sesto lavoro, chiamato “Stella”, sempre su etichetta Touch and Go Records.
FUH: Giuda Ballerino
Fuh nasce,cresce e molto probabilmente morirà a Canale, dall’incontro di due quattordicenni rumoristi e un franco-rumeno, con l’aggiunta di un Bore. Nell’estate 2004 esce “God Eats Us In The Morning” realizzato su bobina presso gli amici del Moka Studio e lo split Fuliggine con il gruppo post-hc Ruggine. Nel 2006 registrano “int/ext”. Nel Marzo 2007 vincono le selezioni piemontesi di Italia Wave potendo poi partecipare allo stesso festival estivo – opening act per TUNNG (UK), TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI e A TOYS ORCHESTRA. Registrano autonomamente mesi dopo il promo “Extinct” e nell’ estate suonano al Traffic Festival di Torino in apertura ad ARCTIC MONKEYS, ART BRUT e THE CORAL; aprono anche i VERDENA in svariate date del tour “Requiem”; nell’ Ottobre 2008 presentano “Extinct” in Francia, in tour con i parigini Royal McBee Corporation. Nel 2009 prendono parte alla compilation “Clowns and Jugglers”, tributo in onore di Syd Barrett pubblicata dalla Octopus Records. Hanno suonato inoltre con NEBULA (USA), THE NATIONAL (USA), L’ENFANCE ROUGE (FRA), THREE SECOND KISS, IL TEATRO DEGLI ORRORI, MARLENE KUNTZ, JENNIFER GENTLE, DISCO DRIVE, ALIX e molti altri.
Nel 2010 esce il primo vero e proprio disco della band, “Dancing Judas” (Canalese*Noise, Smartz Rec. e Escape from Today Rec.) che sta ottenendo ottime recensioni un pò ovunque. In fondo sono quattro minchia, ma a loro piace suonare. E a voi piacerà ascoltarli. Sicuro.
Geoff FARINA & Chris BROKAW:
BLUES & RAGTIME DALL’AMERICA ANNI ‘20

E’ sabato 19 giugno. Brokaw e Farina salgono sul palco dell’OK FEST, le luci si abbassano e un flusso di pura magia ci riporta alle origini, in un posto, in un momento della storia dove nessuno di noi è mai stato. Si, la Musica è capace di questo, forse lei soltanto.
Improvvisamente ci ritroviamo immersi nei primi decenni del ‘900, anni di movimento, protesta e rivoluzione, dove la storia della canzone americana scrive uno dei suoi primi e più grandi capitoli. Questi sono gli anni della sofferenza; da qui la nascita del blues, del ragtime e via via del jazz, del rock, di tutto…praticamente Tutto, ciò che è musica oggi, sicuramente TUTTO, ciò che è musica in questa edizione dell’OK FEST, ha origine qui e a questa storica fase sarà debitore in eterno. E’ questo il sentimento, la consapevolezza che scorre ora nei nostri petti come un flusso, che ci spinge a sedere vicini e ad occhi chiusi ad alzare la testa alla Musica e a questi due grandissimi musicisti made in U.S.A, uomini che di questo sentimento hanno fatto tesoro negli anni, riuscendo a scrivere a loro volta grandissimi pezzi di storia. Si, è proprio da loro che la vogliamo ascoltare; la Musica.
Si chiama ‘The Angel’s Message To Me’ l’album collaborativo tra Chris Brokaw e Geoff Farina. Per la prima volta “insieme” l’ex Codeine/Come (che recentemente si è visto coi The New Year, Thurston Moore e Evan Dando) e l’ex Karate sono fuori con un disco pubblicato dalla Damnably in UK. “Taken from the blues, folk and ragtime repertoire, most of these songs will be known to anyone with an interest in American music”. Chris Brokaw ha dichiarato: “I think the only reason this thing works is because of the chemistry of the playing between Geoff and I, which has been easy and natural,and I think totally unaffected. Many of the songs on ‘The Angel’s Message to Me” are very familiar standards – not exactly obscure or deep cuts”. Il disco è stato registrato tra l’appartamento di New York di Mark G (Liveskull) e lo studio HEV-E-KREEM di Farina.
Eccoli in un video live…
Tutto lo staff OK FEST è onorato di averli qui.











